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Barbara Angiolini - All rights reserved

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Oltre il Reale

Oltre il reale, dove il sogno si fa terra, 
Dove l'inesplorato si svela e si diserra. 
Nell'abisso dell'infinito, oltre la nostra percezione, 
Si dipinge un mondo di magia e suggestione.
Là dove il tempo si dissolve e lo spazio si contrae, 
Nascono visioni che il cuore fa palpitar di piacere. 
Oltre il reale, là dove il pensiero s'innalza, 
La fantasia danza e la mente si libra.
In quel regno ineffabile, oltre il confine noto, 
La realtà si sfuma e il mistero è vissuto. 
E così ci abbandoniamo al fascino del mistero, 
Nel fluire incantato di quel mondo senza eroi o guerrieri.

Luce velata: il sole nella nebbia

Esistono sensazioni che si configurano come sonni, avvolgendo la mente come una nebbia densa, distorcendo la nostra percezione e annebbiando la chiarezza del pensiero. In questi momenti, ci troviamo in uno stato di torpore, in cui la lucidità e l'azione sembrano distantemente irraggiungibili. È come se avessimo vagato in un sonno profondo e, risvegliati, una parte di quel sogno continua a permeare la nostra coscienza, mentre una languida stanchezza solare appesantisce i nostri sensi. Questo stato è come un'ebbrezza dell'assenza, dove la volontà è come un secchio rovesciato nel cortile, il cui movimento lento e nonchalant è simile a quello di un passante distratto.

 

Foligno, 17 marzo 2024

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LUCE VELATA, IL SOLE NELLA NEBBIA

LUCE VELATA, IL SOLE NELLA NEBBIA

Creatività senza inganno

Dietro la finestra, il mondo svanisce,
Un muro senza fine, l'orizzonte si spegne.
Con sguardo smarrito, il respiro affievolisce.
Oltre il confine, un'eterna prigione.
Il cuore ansima, per un raggio di luce,
Ma solo il vuoto risponde, senza ragione.
Nel silenzio d'ombra, l'anima s'arrende,
Ma ai confini dell'incerto, senza via di fuga,
Un sussurro risuona,
Speranza sottile, che la fede disseta.
Così dietro la finestra, nell'ombra profonda,
Un battito di ali, un canto di libertà.
E nell'oscurità, un nuovo orizzonte si schiude,
Sotto il muro infinito, un sentiero si disegna. 

 

Crecchio, 13 giugno 2021

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CREATIVITÀ SENZA INGANNO

CREATIVITÀ SENZA INGANNO

 

  1. illusione di uno spazio aperto o di una prospettiva che in realtà non esiste. Questo potrebbe essere interpretato come una metafora per le illusioni o le delusioni nella vita, dove le apparenze possono ingannare.

  2. Sensazione di Prigionia o Isolamento: sensazione di confinamento o di essere intrappolati in una situazione senza vie di fuga. Questo potrebbe rappresentare simbolicamente la mancanza di libertà o di opportunità.

  3. Riflessione sul Concetto di Realtà: La presenza di un telaio di finestra finto su un muro potrebbe portare a riflettere sul concetto stesso di realtà e percezione. Potrebbe suggerire che la realtà è soggettiva e che le apparenze possono essere ingannevoli.

  4. Inganno o illusione: La presenza di un telaio di finestra finto su un muro potrebbe suggerire l'idea di un'illusione o di un inganno. Potrebbe far pensare a una situazione in cui le apparenze possono essere ingannevoli o a qualcosa che non è ciò che sembra.

  5. Nostalgia o desiderio: Il telaio di una finestra finta potrebbe evocare una sensazione di nostalgia o desiderio di qualcosa che non è presente o accessibile. Potrebbe rappresentare il desiderio di vedere oltre, di esplorare nuovi orizzonti o di tornare a luoghi o momenti del passato.

  6. Senso di confinamento o blocco: In alcuni contesti, un telaio di finestra finto appeso a un muro potrebbe suggerire un senso di confinamento o di blocco. Potrebbe simboleggiare una situazione in cui le opportunità sembrano limitate o in cui ci si sente intrappolati senza una via di fuga.

  7. Creatività o fantasia: Un telaio di finestra finto potrebbe anche stimolare la creatività e la fantasia. Potrebbe essere visto come un'opportunità per immaginare e creare nuovi mondi o scenari, trasformando il muro in un portale per la mente e per l'immaginazione.


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Nella leggera foschia del mattino di mezza primavera, la città si risveglia intorpidita e il sole si direbbe che sorga lentamente. C’è una calma allegria nell’aria ancora mezza fredda, e la vita, al soffio lieve della brezza che non c’è, rabbrividisce vagamente per il freddo ormai passato, più per il ricordo del freddo che per il freddo in sé, per il confronto con l’estate ormai prossima più che per il tempo attuale.

I campi sono più verdi quando si descrivono che nel loro reale colore verde. I fiori, se saranno descritti con frasi che li definiscano sull’aria dell’immaginazione, avrebbero colori talmente persistenti, da essere introvabili nella vita naturale delle cellule.

Muoversi è vivere, dirsi è sopravvivere. Non c’è niente di reale nella vita se non ciò che si è descritto bene.

(Bernardo Soares)

La bellezza dei campi risplende maggiormente nelle descrizioni che nel loro verde reale. Se dipinti con parole che danzano sull'onda dell'immaginazione, i fiori assumerebbero sfumature così vibranti da superare la stessa vita naturale delle piante. Muovere i passi è abbracciare la vita, mentre esprimersi è preservare la propria esistenza. Nella nostra esperienza, nulla è davvero reale finché non è stato reso vivo attraverso una descrizione accurata.

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