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Barbara Angiolini - All rights reserved

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INNOVAZIONI E CREATIVITÀ DELL'ARTE MODERNA

Altare della Patria

1885 - 1935

Il Monumento nazionale a Vittorio Emanuele II o (mole del) Vittoriano, è un monumento nazionale italiano situato a Roma, in piazza Venezia, sul versante settentrionale del colle del Campidoglio, opera dell'architetto Giuseppe Sacconi. È situato al centro della Roma antica e collegato a quella moderna grazie a strade che si dipartono a raggiera da piazza Venezia.
La sua costruzione iniziò nel 1885 e i lavori si conclusero nel 1935: tuttavia, già nel 1911, il monumento fu inaugurato ufficialmente ed aperto al pubblico, in occasione delle celebrazioni del cinquantenario dell'Unità d'Italia. Da un punto di vista architettonico è stato pensato come un moderno foro, un'agoràsu tre livelli collegati da scalinate e sovrastati da un portico caratterizzato da un colonnato. Ha un grande valore rappresentativo, essendo architettonicamente e artisticamente incentrato sul Risorgimento, il complesso processo di unità nazionale e liberazione dalla dominazione straniera portato a compimento sotto il regno di Vittorio Emanuele II di Savoia, cui il monumento è dedicato: per tale motivo il Vittoriano è considerato uno dei simboli patri italiani. Il Vittoriano racchiude l'Altare della Patria, dapprima un'ara della dea Roma e poi, dal 1921, anche sacello del Milite Ignoto. Poiché questo elemento è percepito come il centro emblematico dell'edificio, l'intero monumento è spesso chiamato Altare della Patria.Il monumento ha un'ampia valenza simbolica, rappresentando – grazie al richiamo della figura di Vittorio Emanuele II e alla realizzazione dell'Altare della Patria – un tempio laico dedicato metaforicamente all'Italia libera e unita, e celebrando – in virtù della tumulazione del Milite – il sacrificio per la patria e per gli ideali connessi.

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L’edicola al centro dell’Altare della Patria con la statua della dea Roma e la Tomba del Milite Ignoto.

Bassorilievo di sinistra: 

L'industria: dalla lunga trave, sorretta dall'homo faber, pende la pesante incudine. Una mano femminile poggia sull'incudine una corona di quercia, simbolo della forza. Il genio alato del Lavoro, poggiandosi sulla fatica umana, sta per salire vittorioso sul grande aratro trionfale. L'agricoltura: allevamento, mietitura, vendemmia e irrigazione.

Bassorilievo di destra:

Tre figure femminili offrono a Roma corone onorarie, seguite dai labari, le insegne delle legioni. Sulla biga trionfale stanno il genio vittorioso dell'Amore di Patria e l'Eroe, appoggiato alla grande spada dei Titani. Due donne tengono in mano il suo mantello. Anche in questo ciclo troviamo il motivo della lunga trave, dalla quale pende il braciere del fuoco sacro.

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I valori degli italiani: le Allegorie

Sei gruppi rappresentano allegorie dei valori civili del popolo italiano.

 

Due sono in bronzo dorato e quattro in botticino, il marmo bresciano che riveste il monumento.

Le città e le regioni d'Italia

Regioni e città sono elementi centrali del complesso.
Ognuna delle statue delle sedici Regioni italiane di fine Ottocento venne affidata ad uno scultore di quella stessa Regione.
Le statue delle quattordici città che furono capitali o Repubbliche marinare sono di Eugenio Maccagnani.

Le quattro vittorie alate

Le quattro vittorie alate, come i due complessi del Pensiero e dell'Azione, erano dorate.

Furono scolpite da: Nicola Cantalamessa, Adolfo Apolloni, Mario Rutelli e Arnaldo Zocchi.

Le quadrighe

Simboleggiano l'Unità e la Libertà.

Collocate nel 1927, portano il monumento all'altezza di 81 metri dalla quota di Piazza Venezia.

Le fontane dei due mari

La fontana di sinistra, di Emilio Quadrelli, rappresenta il mare Adriatico, rivolto a Oriente, con il Leone di San Marco. A destra il Tirreno, di Pietro Canonica, con la lupa di Roma e la sirena Partenope.

CONTINUA ..... 

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