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Barbara Angiolini - All rights reserved

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INNOVAZIONI E CREATIVITÀ DELL'ARTE MODERNA

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REALISMO E LUCE IN CARAVAGGIO

MICHELANGELO MERISI

(Milano 1571 ~ Porto Ercole 1610)

Artista geniale, innovativo e anticonvenzionale dalla personalità eccentrica ed esuberante, la cui vita ebbe una svolta tragica. La sua tecnica pittorica incentrata su contrasto di luci e ombre, attraverso l'utilizzo del chiaroscuro, rende la scena realistica e drammatica, enfatizzando dettagli di vita quotidiana, dolore ed emozioni dei personaggi rappresentati.

CAPPELLA CAVALLETTI

Madonna dei Pellegrini o di Loreto
(1604-1606, olio su tela ~ Basilica di Sant'Agostino, Roma)

Nella prima cappella della chiesa di Loreto o di Sant'Agostino alla manca fece una Madonna di Loreto ritratta dal naturale con due pellegrini, uno co' piedi fangosi di deretano, e l'altra con una cuffia sdrucita, esudicia di deretani e per queste leggeriezze in riguardo delle parti, che una gran pittura haver dee, da popolani ne fu fatto estremo schiamazzo. "  

(Giovanni Baglione)

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CAPPELLA CONTARELLI IN SAN LUIGI DEI FRANCESI
Ciclo pittorico su San Matteo

Caravaggio ottenne un prestigioso incarico per la Cappella Contarelli nella chiesa di San Luigi dei Francesi. Dipinse in questa occasione alcune grandi tele emergenti i caratteri rivoluzionari della sua arte: l'amore per la realtà sotto ogni aspetto che lo portò a privilegiare immagini autentiche ed espressive, talvolta molto crude, e l'attenzione alla luce che, attraverso giochi di contrasto con le ombre, sottolinea i dettagli più rilevanti e li arricchisce di significati simbolici.

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VOCAZIONE DI SAN MATTEO
(1599-1600, olio su tela)

La scena si svolge in una bettola e i personaggi sono vestiti secondo la moda del seicento anziché con gli abiti romani, in uso ai tempi del Vangelo. Caravaggio dipinge l'attimo in cui Gesù irrompe nella stanza accompagnato da un abbagliante raggio di luce che va a colpire Matteo, il quale rivolge il dito verso se stesso come a chiedere: "Io?". La luce simboleggia la Grazia e la Grazia rappresenta Dio che va a rischiarare la stanza buia della vita. Proprio tramite la luce, Matteo redime i suoi peccati ed entra così a far parte del gruppo degli apostoli.

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Matteo riscuote le tasse dagli Ebrei per conto dei dominatori romani in Palestina, e per questo non è amato dal popolo. Gesù lo accoglie allora nel suo seguito per dimostrare il potere della grazia divina sui peccatori.

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MARTIRIO DI SAN MATTEO
(1599-1600, olio su tela)

 

Nella penombra della scena del martirio di San Matteo si autoritrae nel personaggio sullo sfondo il cui volto sbuca dalla porta a sinistra. Particolarmente intenso anche il volto terrorizzato del giovane sulla destra, con la bocca spalancata in un urlo che ci pare quasi di sentire.

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SAN MATTEO E L'ANGELO
(1602, olio su tela)

 

Due anni dopo aver dipinto le tele laterali della Cappella Contarelli, Caravaggio fu chiamato a concludere l'opera dipingendo la pala centrale. Nella prima versione del dipinto, rifiutata dalla congregazione, il santo era raffigurato come un rozzo popolano semianalfabeta, con le gambe nude, incrociate, a cui l'angelo guida materialmente la mano nello scrivere il Vangelo. Nella seconda versione, posta tuttora nell'altare della cappella, San Matteo ha un aspetto di un dotto e scrive di suo pugno il Vangelo, ispirato ma non più materialmente condotto dall'angelo. 

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Il santo è raffigurato mentre si appresta a scrivere imbevendo la penna nel calamaio stando appoggiato con le braccia al tavolo, e con la gamba a uno sgabello in equilibrio precario, quasi a sottolineare l'incertezza sul cosa scrivere.

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BUONA VENTURA
(prima versione, 1595-1596 circa, olio su tela ~ Pinacoteca Capitolina, Roma)

 

La scena raffigura una Zingara che legge la mano a un giovane e così facendo gli sottrae abilmente un anello dal dito. Trattasi di uno dei due esemplari riconosciuto come originale; l'altra versione del dipinto è conservata al Louvre. Il dipinto ebbe ampio successo e fu imitato da molti caravaggeschi tra i quali Louis Finson.

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SAN GIOVANNI BATTISTA
(1602, olio su tela ~ Pinacoteca Capitolina, Roma)

 

Viene preso come modello un ragazzo del popolo della periferia romana. L'immagine è accattivante e giuocata su alti virtuosismi: un adolescente nudo e semi sdraiato, col braccio attorno al collo di un montone e la testa rivolta verso lo spettatore, che sfoggia un sorriso malizioso. La figura è identificabile con San Giovanni Battista in base alla presenza dell'ariete (vittima sacrificale) e della foglia di vite.

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SAN GIOVANNI BATTISTA
(1610, Olio su tela ~ Galleria Borghese, Roma)

L'adolescente Battista, segnato dal digiuno e dalla rinuncia, è sorpreso a meditare in una cornice naturalistica ombrosa, con la presenza dell’ariete a prefigurare la redenzione dell’uomo attraverso il sacrificio del Cristo.

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CENA IN EMMAUS
(1606, Olio su tela ~ Pinacoteca di Brera)

 

Rappresentazione del momento in cui Cristo spezza il pane compiendo il gesto dell'Eucarestia. Anche questa scena è dotata di grande realismo: i due discepoli sono raffigurati come uomini del popolo, vestiti poveramente, e il loro stupore è assolutamente verosimile e profondamente umano. Il realismo della scena è evidente anche negli oggetti che risaltano sul bianco della tovaglia.

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DAVID CON LA TESTA DI GOLIA
(1610, Olio su tela ~ Galleria Borghese, Roma)

 

La scena rappresenta un'opera estrema dell'artista che si autoidentifica con la testa di Golia. David indossa una veste leggera e guarda con profonda tristezza la testa mozzata del gigante.

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FANCIULLO CON CANESTRA DI FRUTTA
(1593 - 1594, Olio su tela ~ Galleria Borghese, Roma)

 

Il dipinto è un contrasto fra luce e ombra: una finestra posta in alto sulla sinistra lascia penetrare nella stanza un raggio di luce che illumina, facendo scivolare sulla parete, il ragazzo, il rigoglioso cesto di frutta, la manica della camicia, la sensuale spalla scoperta e il volto languido, mentre l'ombra, il segno scuro è dato dai capelli e dalla proiezione sulla parete dell'ombra della cesta.

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MADONNA DEI PALAFRENIERI
(1605, Olio su tela ~ Galleria Borghese, Roma)

 

Il dipinto fu commissionato dalla Arciconfraternita dei Palafrenieri per il proprio altare, dedicato a Sant’Anna, nella nuova basilica di San Pietro. Caravaggio illustra il tema dell’Immacolata Concezione dipingendo la Vergine, simbolo della Chiesa, mentre schiaccia il serpente del Peccato aiutata dalla spinta del piede del Figlio. 

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SAN GIROLAMO
(1605-1606, Olio su tela ~ Galleria Borghese, Roma)

 

Nell’opera il santo viene descritto come un anziano umanista intento nella scrittura e concentrato su un libro aperto con sopra un teschio come a voler mettere in scena un dialogo tra vita e morte, passato e presente.

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BACCHINO MALATO
Autoritratto in veste di Bacco (1593-1594, Olio su tela ~ Galleria Borghese, Roma)

 

Raffigurazione allegorica in cui il soggetto è ornato con gli attributi di Bacco, dio del vino e dell’ebbrezza. Possibile autoritratto dell’artista risalente al periodo del suo ricovero in ospedale per circostanze non note. Da qui l’interpretazione da cui ha origine la titolazione dell’opera come Bacchino malato.

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UNA QUESTIONE DI ATTRIBUZIONE

I dipinti di quell'epoca sono raramente dei falsi, Maestà. A volte sono un'altra cosa rispetto a quello che pensiamo: ma è diverso. La questione non si pone in questi termini. Non bisogna chiedersi: "E' un falso questo?", ma piuttosto, "Chi ha dipinto questo quadro e perché? "

Una questione di attribuzione»,  commedia del 1989 di Alan Bennett 













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MADDALENA IN ESTASI
(Caravaggio)
(dopo il 1610, Olio su tela ~ Collezione Paolo Volponi)

 

Della Maddalena in estasi di Caravaggio ne esistono almeno otto copie di artisti diversi, tra cui Finson. Pur non mostrando la giunta simbolica di una piccola croce dipinta nell'angolo superiore sinistro, presente nella maggior parte delle altre copie note, anche questa versione sembra rientrare nel novero delle copie basate sull'originale di Caravaggio, a riprova della straordinaria notorietà della composizione.

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MADDALENA IN ESTASI
(Louis Finson)
(1612 circa, Olio su tela ~ Marsiglia, Musée des Beaux Arts)

 

Fuggito da Roma dopo aver ucciso Ranuccio Tomassoni in una rissa nel maggio 1606, Caravaggio, ferito, cercò rifugio presso la marchesa Costanza Sforza, vedova di Francesco Colonna. Secondo testimonianze, durante la permanenza nel feudo dei Colonna a Paliano dipinse una Cena in Emmaus e una Maddalena in estasi. Louis Finson, noto copista di Caravaggio, copiò la Maddalena in estasi, oggi smarrita, in due versioni firmate, conservate l'una nel museo di Marsiglia, l'altra in una collezione privata.

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GIUDITTA CHE DECAPITA OLOFERNE
(Caravaggio)
(1606-1607 Olio su tela ~ Tolosa, collezione privata)

 

Alcuni studiosi ritengono che l'opera, ritrovata nel 2014 nella soffitta di una dimora di Tolosa dove era conservata almeno da metà '800, sia l'originale della copia di Finson. Probabilmente restò nello studio di Finson e Vinck fino all'inizio del 1613, per poi essere portata ad Amsterdam insieme a un altro dipinto di cui i due erano comproprietari. Morto Finson della Giuditta si persero le tracce.

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GIUDITTA CHE DECAPITA OLOFERNE
(Louis Finson)
(1607 circa, Olio su tela ~ Tolosa, Collezione privata)

Copia dell'originale del Caravaggio visto a Napoli nel 1607. Giuditta, bellissima vedova ebrea, è raffigurata mentre decapita il generale assiro Oloferne durante l'assedio di Betulia. Offertasi di ucciderlo, viene invitata da Oloferne - nella speranza di sedurla - entrare nella tenda, ma mentre giace ubriaco sul letto, viene decapitato da Giuditta. I protestanti ritenevano apocrifa la storia biblica e considerarono la scena un esempio di propaganda controriformista.

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